Il Business Process Reengineering, nella definizione data da Hammer e Champy, inventori e propositori della metodologia, è: "...il ripensamento di fondo ed il ridisegno dei processi aziendali, finalizzato a realizzare straordinari miglioramenti nei parametri critici delle prestazioni, come i costi, la qualità, il servizio e la rapidità...".

Il BPR è una tecnica di riorganizzazione aziendale basata sulla riprogettazione radicale dei processi di business.

Un PROCESSO è un insieme di attività interrelate che a fronte di input produce un output che crei valore per il cliente.

L'elemento di innovazione primario apportato da questa teoria è porre il CLIENTE al centro di tutte le strategie ed attività dell'azienda – non solo negli intendimenti ma nell'attività quotidiana e a tutti i livelli gerarchici dell'organigramma.

Ogni processo è scomponibile in sotto-processi, i processi comporta si distinguono in interni ed esterni. I processi ESTERNI sono quelli che producono output visibili ai clienti finali. I processi INTERNI hanno clienti interni (ad es. la Produzione e/o il Magazzino per gli Acquisti).

I processi coinvolgono diverse unità organizzative, nelle aziende tradizionali però non c'è una chiara responsabilità dell'intero processo a causa della frammentazione delle attività. Il problema principale è la scarsa congruenza tra flussi di informazioni e flussi di lavoro.

Le soluzioni tradizionali sopperiscono aumentando i livelli di coordinamento e controllo.

Il BPR promuove la riduzione della necessità di coordinamento attraverso l'aumento di efficacia e responsabilità dei singoli e dei gruppi di lavoro.

Il processo di cambiamento è costituito dalle seguenti fasi:
- Mappatura dei processi aziendali e analisi critica degli stessi.
- Riprogettazione dei processi.
- Attuazione della riprogettazione.
- Controllo.


In altre parole, è soprattutto un profondo capovolgimento di mentalità e di cultura d‘impresa che avvia le azioni di reingegnerizzazione, perseguendo una finalità che consiste nel mettersi al servizio del cliente (non dimenticando che il Cliente Interno ha la stessa valenza del Cliente Esterno).

Il BPR è un intervento di rimodellazione dei processi guidato dal valore che gli stessi forniscono al Cliente, e non implica necessariamente una riduzione dei costi. È, anzi, possibile (ed in alcuni casi auspicabile), che possa fornire indicazioni totalmente contrarie, nella direzione di un aumento degli investimenti in una determinata area di un processo critico o nella riduzione dei tempi di esecuzione delle attività che lo costituiscono.
Un altro spunto di riflessione si pone se si considera che le necessità del Cliente (in funzione del quale un'azienda si riorganizza) non corrispondono solo a quelle attuali ma sono spostate nel futuro. L'enfasi sul futuro ha avvicinato tale metodologia agli interventi di riallineamento strategico. In uno scenario competitivo frenetico e veloce come quello contemporaneo, è frequente che un‘azienda decida di riconcepire alcuni processi in funzione delle esigenze future percepite dal Cliente.

Occorre inoltre porre attenzione anche su ciò che determina il successo o l'insuccesso del BPR: la gestione delle risorse umane.

La naturale resistenza al cambiamento che accompagna un intervento talmente radicale, è superabile attraverso programmi di informazione sugli scopi e sulle modalità operative del reengineering. La finalità è quella di motivare l'irrinunciabilità della scelta. Non preoccuparsi di tali sistemi, che determinano la motivazione del personale, può minare alla base anche le azioni più corrette di BPR.

La rimodellazione dei processi implica un riallineamento delle competenze da operare attraverso tecniche di empowerment e job rotation. Non operare riconoscimenti coerenti con tali radicali cambiamenti, rischia di generare frustrazioni e più o meno conscie operazioni di "sabotaggio" proprio da parte di coloro che dovrebbero essere gli attori principali del cambiamento.